Scritti
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BIBLIOGRAFIA VONNEGUTIANA

(A cura di Andrea Marti)


Piano meccanico (1952)

Edizioni SE 1992 (o Mondadori 2000, Urania 1393)

Oggettivamente, il sapere scientifico e le leggi internazionali avevano l’opportunità, lungamente attesa, di trasformare la terra in un posto nel complesso piacevole e confortevole in cui stare ad affrontare il Giorno del Giudizio.


Uscito in Italia sotto diversi titoli (Distruggete le macchine o La società della camicia stregata) l’esordio romanzesco di Vonnegut, a soli quattro anni di distanza da 1984 di Orwell, da un lato ne ricalca la vocazione di utopia negativa in un impianto narrativo tradizionale e entro consolidati stilemi fantascientifici, e dall’altro prefigura già, per l’intonazione grottesca, per alcuni tratti del protagonista, l’assoluta autonomia dello scrittore di Indianapolis. La ribellione luddista contro una società perfetta e completamente meccanizzata coinvolge Paul Proteus, personaggio dal cognome già emblematico, a inizio romanzo efficiente tecnocrate di successo. Parte di qui, da questo testo di più di cinquant’anni fa eppure ancora assai godibile, la sistematica erosione vonnegutiana di quelle magnifiche sorti e progressive cui l’ottimismo americano sembra tendere inesorabilmente. La tecnologia, per Vonnegut, è già una minaccia, e continuerà a esserlo in tutte le sue opere, in tutti i suoi interventi.



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