Scritti
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LENNY BRUCE

La Pernacchia Cosmica


Leggenda vuole che il 24 giugno del 1966, a meno di un mese e mezzo dalla sua morte (3 agosto di quello stesso anno, a quarant’anni) Lenny Bruce, iconoclasta e sboccato comico di cabaret, sia intervenuto a un concerto di Frank Zappa, iconoclasta e sboccato compilatore di un’antologia musicale che da Presley arriva a Stockhausen, passando per rutti e jingles pubblicitari.
Che accoppiata devastante, peccato non esserci stati.
Ma se aguzziamo le orecchie, sembra ancora di sentire il prodotto di quella fusione ispirata: non è musica, non sono parole, è un suono indistinto che man mano si fa sempre più chiaro.
È l’immane Pernacchia Cosmica.
Per il Sistema, per i Fascisti Eterni, per i Benpensanti, ma anche per Voi, per me.
So, so benissimo che pronunciare oggi il nome di Lenny Bruce, qui da noi e forse ancora più in America, vuol dire evocare una di quelle icone vagamente note, e mai conosciute davvero.
E cosa ci resta in fondo, di mister Bruce? Un buon film (Lenny, di Bob Fosse, 1974) un po’ noioso, con un grande Dustin Hoffman che lo interpreta, e questo Come parlare sporco e influenzare la gente, recentemente (e meritoriamente) ristampato dalla Bompiani (pp. 263, lire 15.000).
Non ci resta altro.

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