Inserisco qui in Rete, scaricabile gratis come “Gold Fever Again”, anche un’antologia in due libri
dal titolo “Thirsty Winds”, “Venti assetati”.
Non so se siano le canzoni più riuscite, tra le circa ottocento che ho scritto, so che
insieme alle dodici di “Traditional Man” e alle quindici di “Gold Fever Again” arrivano a una
cinquantina brani che mi rappresentano abbastanza.
Almeno, per quanto sia possibile rappresentare una persona.
Sì, è un’invasione, e insieme un regalo, e insieme ancora l'evidenza innegabile del più
assoluto disprezzo, disinteresse e chissà che altro ancora nei confronti delle regole di
mercato, che ahimé ho sempre nutrito, fin dal’78, dal ’79, quando incominciavo a scrivere
canzoni: non è che me ne vanti, è esattamente quello che ho sempre sentito e sento, tutto qua.
All'interno, si troveranno solo paziente artigianato, pagine di diario & volontà di dividere.
D’altronde, non si può parlare male del mercato e insieme far di tutto per vendersi.
Alcune di queste canzoni sono state eseguite, sempre benissimo, sempre con anima grande,
da Paolo Bonfanti e dalla Rosa Tatuata: ancora grazie, è stata e in qualche modo è costantemente
un’emozione ascoltare le loro versioni.
Dedico queste ventotto melodie di vento a Max Parodi, che sapeva cantare “Per chi aspetta”.
Eccome se la sapeva cantare.
Andrea