I CAMBIAMENTI CHE STO ATTRAVERSANDO
Era una storia di volti arrossati, la neve che si scioglieva lasciava intravedere qualcosa di triste Tu mangiasti come pane ogni cosa che ti fu detta, mentre io sapevo che era il momento di diventare cattivo
Oh, oh, i cambiamenti che sto attraversando, oh, oh, mi fanno pensare a te, in un certo senso è così triste che io non torni mai più indietro
Fu un mio amico che si mise in mezzo per orgoglio, tu vedevi dietro a quali muri tentasse di nascondersi e poi lo portasti via, per un viaggio senza speranza, come facevi a sapere che saresti stata tu a restare imprigionata?
Oh, oh, i cambiamenti che sto attraversando, oh, oh, ci fanno sentire così malinconici in un certo senso siamo pazzi a giocare con la mente e con il cuore
Fu il passato che arrivò, talmente ben travestito che tu pensasti che la verità stava dalla sua parte. Tentai di dirti con che sfrontatezza mentisse, devi aver pensato che stessi piangendo per me
Oh, oh, i cambiamenti che sto attraversando, oh, oh, mi fanno pensare a te in un certo senso è un così triste ma io ho ancora bisogno di tenerti per mano
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TEMPI DURI PER CHI ASPETTA
Comune come il pane Sono più tranquillo della neve Faccio il mio lavoro Pago per tutto quello che possiedo Mi sono costruito una torre d’’avorio A prova di rumore, calda, ma stamane mi sono svegliato e c’’erano avvoltoi in cielo e in lontananza grida di una ragazza
Tempi duri per chi aspetta, tempi duri per le colombe, tempi duri per il silenzio, tempi duri per l’’amore
Mi sono comportato normalmente tutto il giorno ma avevo ancora voci nella mente, travestito da me stesso stavo lasciando me stesso ben ben indietro l’’aggressione della realtà che la T.V. non può contenere, il rifiuto del silenzio, la bocca piena di bugie e infiniti talk show da far terminare
Tempi duri per i regni, tempi duri per gli stupidi, tempi duri per i buffoni, tempi duri per voi
Ho avuto una visione molto chiara Ho visto un gruppo di un milione di uomini muti come me, ho avuto la visione di un fiume che stava arrivando a salvare questa città. Non mi sentivo più pesante, dipinsi il volto con colori di guerra, passai tutta la notte in cantina a pulire il fucile e restai seduto, in attesa di partire
Tempi duri per i buffoni, tempi duri per gli stupidi, tempi duri per i regni, ora, e tempi duri per voi Tempi duri per chi aspetta e tempi duri per l’’amore Oh sì sto parlando di tempi duri sto parlando di tempi duri sto parlando di tempi duri sto parlando di un po’’ di tempi duri, ora
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(L’AMORE NON È MAI) ABBASTANZA
Non ti ho abbracciata, non ti ho tenuta abbastanza stretta da farti sentire le mie braccia e dirti che non ti faranno alcun male? Possono spaccare montagne e nuotare attraverso oceani ma possono costruirti un nido di pettirosso in cui puoi dormire.
Guarda questo falò che brucia, viene dal profondo di me, risplenderà per tutta la notte.
Non ti ho cantata abbastanza forte fino a farmi sanguinare le labbra, e non ho suonato questa chitarra fino a farla bruciare? Non ho urlato con abbastanza forza che non mi arrenderò a nessun vento, e non ti ho detto che non c’’è notte che possa farmi andare via?
Nessuna tempesta, niente sabbie mobili, nessun buco, sono qui e non me ne andrò, l’’amore non è mai abbastanza.
Non ti ho guardata, non ho fissato abbastanza i tuoi occhi da sprofondare nella loro luce, al fondo della loro luce, la loro calda luce scintillante? Non ti ho cercata in ogni angolo di questa città, questa città abbandonata, dove la gente un giorno se ne è andata?
Continuo a camminare per le strade, non c’’è nessuno da incontrare, l’’amore non è mai abbastanza, l’’amore non è mai abbastanza, l’’amore non è mai abbastanza.
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DEDALO (Solita canzone in Mi Minore)
1. Ecco la solita canzone in Mi Minore, scritta per la gioia degli amici, che scorre progressivamente verso i suoi accordi di Do e Re, come la traiettoria di una freccia.
2. Vado abbondantemente alla deriva nel Fiume Specchio, faccio abbondanti retate delle solite cose, so che cambiare accordi non significherebbe liberarmi da ciò che continua a ostacolarmi.
3. Tutto quello che volevo era un volo nei cieli liberi e mi sono trovato un labirinto in piccole cittadine, tutto quello che volevo era una luce nelle notti scure e mi sono procurato un bicchiere e una torre.
4. Sono come un Dedalo che costruisce sempre lo stesso dannato corridoio, sono come un Dedalo imprigionato qui, non verrò e non andrò, sono come un diavolo ingannato, zero vale dieci per me, oh se soltanto quella nazione di compagni di prigionia potesse sintonizzarsi su Radio A. M. Per piacere, non ve ne andate, per piacere, restate ammaliati, restate in linea, non c’’è rinuncia per questo Notiziario dall’’Ego. Hey, hey, hey, mescolatevi nel fiume che scorre Hey, hey, hey, non tarderò e non me ne andrò.
5. Prestate orecchio a questo Dedalo che chiama, non arriva più lontano di una vecchia T. V., non si può raccogliere ciò che non si è seminato, è quel che dicono a proposito del silenzio.
6. È la mia solita canzone in Mi Minore, durante l’’‘Exodus’’ degli amici più stretti, scritta tra le gocce di nebbia di un metrò a Milano, ricordate quando?
7. Sto solo barando, e le bugie mi tranquillizzano nel mezzo di uno stupido scherzo giocoliere-uragano, fatto a mio uso esclusivo, sto solo mischiando le cose nella memoria, non sono mai stato in metrò a Milano, ma per piacere non andatevene, non giratevi. Per piacere non sparite, per piacere non lasciatemi, sintonizzatevi ancora una volta, Radio A. M. ora vi saluterà Hey, hey, hey, cette amour così forte, così scemo, non siamo tutti Prevertiti? (o non siamo pure Preavvertiti?)
8. Ecco la solita canzone in Mi Minore, scritta tra un po’’ di Sangue, Sudore e Lacrime, ecco la comunicazione affidata a venti impazziti, io canto per me.
9. Sono come un Dedalo che costruisce sempre lo stesso dannato corridoio, sono come un Dedalo imprigionato qui, non verrò e non andrò, non verrò e non andrò…
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DISPERATI D’AMORE
C’’è una donna che è disperata d’’amore, siede fuori, dal Bar dei Mattoni Rossi, sta pensando solo al suo uomo, ora, la gente parla, ma il suo sguardo è distante. C’’è un uomo che è ugualmente disperato d’’amore, seduto su una sedia in una cucina vuota, sente lei nel cuore, quella è la sua casa, vuole dirglielo.
Tu, tu sei il solo, bisbiglia lei Tu, tu sei la sola, mormora lui Tu, tu soltanto, stanno gridando, lo gridano così forte che il mondo risuona.
Guarda quella donna coi suoi amici, guarda lo smarrimento nei suoi occhi, guarda quell’’uomo in una casa troppo grande, guardalo guardare i fantasmi di lei.
Chorus
C’’è una donna disperata d’’amore che cammina, la testa tra le mani, c’’è un uomo disperato d’’amore che vaga, la testa tra le mani. Lei vuole lui e lui vuole lei, subito, immediatamente, assolutamente, ora è impossibile, ma non lo sarà, perché ci sarà un altro giorno, perché lei sente la mano di lui sulla sua vita e lui sta sentendo l’’amore di lei nella sua anima.
Chorus
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CONTARE SU DI TE
Mi svegliai e i colori bruciavano così violenti, vedevo ogni cosa con occhi da pittore. Era strano trovare nuovi sentimenti, per me era già abbastanza camminare e non sentirmi solo tra la folla, non sono un estraneo, gridai così forte
Se te lo chiedessi potrei contare su di te, se avessi bisogno di trovarti? Se perdessi la strada potrei guardare se mi sei accanto? Gran brutta cosa una danza solitaria nella pioggia
Io farei lo stesso, correrei semplicemente, se tu cadessi resterei in piedi e arriverei, se ti sentissi giù io sentirei il tuo richiamo, se sei qui intorno conta su di me
Se te lo chiedessi potrei contare su di te, se avessi bisogno di trovarti? E se tu lo chiedessi potresti guardare se sono lì accanto Conta su di me, io conterò su di te
Guarda la Luna, posso andarci Se tu cadessi ti porterei lassù Se io perdessi la strada tu mi rimanderesti a casa Posso provare a dire il tuo nome?
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IL PICCOLO JIMMY PARLA ALLA LUNA
Loro continuano a dirgli che lui scoprirà, sono così affidabili, loro lo illudono ancora, cercano di nascondere, la vita sarà un grande pallone Parlando al buio, più che altro a caso, Jimmy la aspetta, alta nel suo, alta nel suo regno, adesso.
Jim continua a parlare piano alla sua ombra solitaria, che lui solo può vedere, Jim sta camminando piano nei folti prati verdi, cerca le api, continua a nutrire i sogni, il suo gregge di sogni pieni di luce, continua a contare fagioli dalla sua latta, fagioli nella latta, come sogni.
Non tirerà a indovinare il suo futuro, esiterà dentro la sua mente, lui sa che sembra assurdo che le persone più vecchie gli raccontino bugie, non sanno che lui non crederà loro, ci provano, non è colpa di nessuno.
“Se sei mio amico, invecchieremo insieme,” ma hanno torto. Solo con le sue fantasie lui non crescerà, ma i giorni sono lunghi, le strade polverose sono lì, ma sono così dannatamente roventi. Lui si limita ad aspettare la Luna, la sorella che gli dirà tutto.
È un sognatore —parla alla Luna Sarà un perdente —non diventerà un magnate È un sognatore —non vincerà mai un rodeo È un sognatore —una leggenda, nel suo mondo È un sognatore —parla alla Luna È un sognatore —parla alla Luna
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MICHAEL SOTTO LA PIOGGIA
Centinaia di miglia di righe d’’autostrada, -una tregua col tempo- stivali invernali e una collanina slacciata, il sole in faccia, Helen conosce il prezzo del correre, la bestia da domare, ma ci sono cose che i più non riescono a vedere, a loro non importa.
Far credere è l’’essenziale, e lei fa credere di star bene, cercando un modo o due per uscire dalla sua conchiglia solitaria. Una mattina gelata su nel Maine, arrivò lui, e l’’unica cosa che lei richiama alla memoria è Michael sotto la pioggia.
Intagliando un pezzo di legno di faggio (ti è di qualche aiuto?) Le piste bruciate dal sole, in Messico, possono farti invecchiare, da laggiù arriva un señor imbrillantinato, “Mi querida, amor”, ma l’’unica cosa che lei richiama alla memoria è il suo Michael sotto la pioggia.
Alto e distante, come un uccello in volo, Michael sorrise, capelli umidi che risplendevano in un autogrill, risplendevano come stelle. I loro occhi si incontrarono, senza una parola, lui non seppe mai il suo nome, da allora l’’unica cosa che lei pensa di aver lasciato fuggire è il suo Michael sotto la pioggia, l’’unica cosa che lei abbia mai perduto è Michael sotto la pioggia.
“Scappa dalle parole e scapperai da te stessa,” certi vecchi amici hanno ragione, ma la piccola Helen e i suoi blues camminano in silenzio e consumano scarpe. Passano città, ma lei è così selvaggia, e ricorda un giorno nel Maine, e un lampo e un volto e una stazione di servizio e il suo Michael sotto la pioggia, lei ricorda soltanto un giorno nel Maine e il suo Michael sotto la pioggia, Michael, Michael…
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(Ecco quando un ragazzo) IMPARÒ A ESSERE SOLO
Yippie-iai-yei, so, yippie-iai-yei ecco quando un ragazzo imparò a essere solo Yippie-iai-yei, so yippie-iai-yei ecco quando un ragazzo imparò a essere solo
Attraverso gli occhi di Bobby che guidava in una New York notturna rosso-sangue, attraverso le note di un sassofono che accompagnava la follia di Gene in un appartamento distrutto, nei fucili, nell’’alcool e nel dolore di Billy, Ben, Ernest e Warren, nella figura alta e pallida che svaniva nel tramonto di Juarez.
Chorus
Insieme ai piccioni in una strada spazzata dal vento, insieme ai poeti spagnoli, in un autobus, a primavera, attraverso le corde di una chitarra scura, rifiutando il fango di cui siamo fatti, attraverso un milione di momenti che nessuno potrà condividere, sotto la pioggia, ad aspettare una Cenerentola che non arriverà, ecco quando ha capito di essere solo.
Chorus:
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QUEI BEI SOGNI TRISTI
Sognavo di quegli occhi d’’angelo Inseguivo un uccello che volava così in alto Sognavo di quegli occhi d’’angelo Cercavo qualcosa, l’’avrei trovato? Sognavo e desideravo un tentativo d’’amore Parlavo di tempo con cose Che durano solo per un po’’
È strano imparare il modo in cui ogni cosa va veloce Riguarda il tenere i ricordi finché durano Odio vedere le cose andare storte, ma le vedo, ho bisogno di vivere con qualcosa di mio
Ho bisogno di imparare ad alzarmi dal buio Ad accettare le sconfitte e sapere Che le sconfitte non mentono
Non so che succede ora Non so che succede ora ai sogni Quei bei sogni tristi Quei sogni…
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ATLANTE E ALICE NELL’ATLANTIDE DELLE MERAVIGLIE
Era un milione di anni fa, o il balzo della lancetta dei minuti? Non sono sicuro di saperlo, Perduto nei prati nebbiosi del Tempo.
Mi misi a sedere, pensando ad Atlantide, e a tutta quella dannata acqua su di lei, proprio come me e Atlante e Alice, Atlante e Alice nell’’Atlantide delle Meraviglie.
Era ieri sera o vent’’anni fa? Non sono sicuro di saperlo, perduto e zoppicante nella luce piena.
Ricordo di essermi svegliato dalla mia mente e di aver messo una taglia sulla mia anima fuggiasca. Nessuno prese il cavallo e si mise a cercare, arrivò solo il Folle sulla Collina e mi chiese: “Cos’’è una mente? Cos’’’’è un’’anima?” Gli risposi di non essere sicuro di saperlo, è una specie di pastone di sogni densi, rumori e nebbia —un infinito show radiofonico che nessuno ascolta, di cui a nessuno importa—
Per cui sorrisi, pensando ad Atlantide, non c’’è nessuna Atlantide, nessuna Atlantide, ahimé, e nessuna Terra, nessun Paese delle Meraviglie, Alice, Atlante ed Alice nell’’Atlantide delle Meraviglie.
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LA CASA VICINO ALLE FELCI
C’’è una casa vicino alle felci, c’’è una casa lontana da tutto, c’’è una casa vicino alle felci è una strada che abbiamo imparato.
Lì andiamo quando c’’è brutta tempesta, lì andiamo quando il mondo è inondato dal sole, abbiamo imparato a lasciar perdere ogni indecisione, c’’è una casa vicino alle felci, c’’è una casa vicino alle felci.
C’’è una casa vicino alle felci, c’’è una casa lontano da tutto, lì andiamo quando l’’amore brucia, non possiamo far altro che sentire il suo richiamo.
La casa vicino alle felci è il nostro caldo rifugio da ogni cosa, è la nostra piccola casa che stiamo costruendo, è la nostra piccola casa, guarda come splende, è la nostra casa d’’amore vicino alle felci. C’’è una casa vicino alle felci C’’è una casa vicino alle felci...
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PERDENTI
Perdenti – ne ho visto quelle astronavi piene, oggi Partenti – diecimila candele nella nebbia Perdenti – desideravano ardentemente quei vuoti, nello spazio Hanno scelto – credevano che espandersi fosse la loro salvezza
Ovunque mi volti ci sono cercatori di Luna Ogni sogno che brucia lascia sempre meno spazio ai perdenti
Perdenti – gli indovini sondano il volo dell’’aquila Ribelli – braci arrugginite nei falò Perdenti – i Ragazzi Cattivi continuano a perdere, nelle strade Coltello d’’Argento – la preda correrà finché non si incontrano Perdenti – che puntano verso i cieli, puntano, puntano
(Annunciatore dello Spazioporto: signore, signori e altre creature, il volo per Arturo IV decollerà tra tredici minuti, i passeggeri dovranno raggiungere il gate 16.014)
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IL FIUME DEL TEMPO TRISTE
Mai stato così nudo In queste pagine del cuore Mai stato così aperto In questo labirinto del cuore È solo il Fiume del Tempo Triste Ho il Fiume del Tempo Triste
Cammino ogni mattina come tutti si aspettano che faccia Non posso dire la storia che porto dentro di me Affido ogni cosa a queste canzoni Credo realmente che non si possano trovare parole È solo il Fiume del Tempo Triste Ho solo il Fiume del Tempo Triste che scorre Ho il Fiume del Tempo Triste che mi assale
Ben chiuso dentro me stesso, tutto il giorno, ben chiuso dentro me stesso, canto, ben chiuso dentro me stesso vedo fiumi, là fuori
Non voglio Salvezza, non cerco Gloria, ditemi la storia, ditemi la storia del Fiume del Tempo Triste ho il Fiume del Tempo Triste È solo il Fiume del Tempo Triste ho il Fiume del Tempo Triste
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